Missili iraniani su islamisti in Siria: il valore simbolico dello strike ad Est dell’Eufrate

 

 

Nel corso della notte il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) ha diffuso la notizia e le immagini di un lancio di 6 missili balistici per colpire un campo di addestramento di un gruppo islamista operante in Siria e responsabile, secondo quanto affermato da Teheran, dell’attentato terroristico alla parata militare avvenuto lo scorso 22 settembre nella città di Ahvaz.

Il campo di addestramento si troverebbe nella Siria orientale, nei pressi del valico di frontiera con l’Iraq, nel distretto di Al Bukamal.

Il raid può esser oggetto di una duplice lettura e indirizzato ad un duplice target. Da un lato infatti lo strike condotto nella notte, può testimoniare la volontà e le capacità iraniane di poter colpire i presunti colpevoli dell’attentato di Ahvaz e dall’altro può dimostrare quanto Teheran sia in grado di operare anche nella Siria orientale dove, è opportuno ricordarlo, sono dispiegati circa 2.000 militari statunitensi a supporto delle milizie curde, percepiti sempre di più da parte di Damasco e Teheran come una forze di occupazione.

Proprio nel corso del recente vertice Onu di New York, il delegato statunitense per la Siria, l’Ambasciatore James Jeffrey, ha ribadito che gli Stati Uniti resteranno in Siria anche dopo la sconfitta dell’ISIS, fino a quando vi resteranno anche gli iraniani per esercitare quella pressione politica affinché anche Damasco si convinca a non aver più bisogno degli iraniani sul suolo siriano.

 

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