I Balcani occidentali al bivio – La NATO, KFOR ed il ruolo dell’Italia

Nella foto: il Gen.Figliuolo, l’Ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen.Farina e Alessandro Politi

I recenti esiti elettorali della Bosnia Erzegovina, il mancato raggiungimento del quorum del referendum che avrebbe aperto la strada all’ingresso della Repubblica di Macedonia del Nord in Europa e nella NATO, così come l’annosa questione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, confermano quanto alcuni paesi dei Balcani occidentali siano ancora di fronte ad un bivio, tra il restare ancorati alle sfide ereditate dalla dissoluzione della Jugoslavia e l’integrazione euro – atlantica. A più di vent’anni dalle guerre balcaniche e a dieci anni dall’indipendenza non riconosciuta da tutti i paesi della Comunità internazionale del Kosovo, i Balcani sono oggi il crocevia di vecchie tensioni nazionaliste mai sopite, alle quali si sono aggiunti i network internazionali della criminalità organizzata, i traffici illeciti di essere umani e un pericoloso, se proporzionato alla popolazione, tasso di foreign fighters che, tra il 2011 ed il 2016, sono andati a combattere in Siria e in Iraq. La regione balcanica è quindi la cerniera naturale di un arco di sfide che dal cosiddetto Fianco Sud della Nato si collega al Fronte Est, rappresentato dalla Russia. In quest’area si concentrano molteplici minacce che, dal terrorismo alla criminalità transnazionale, passando per i traffici di droga e di essere umani, rappresentano la nuova realtà che la NATO è chiamata a fronteggiare. Una realtà complessa che ha visto nel recente raggiungimento della piena capacità operativa dell’HUB di direzione strategica della NATO per il Sud, con sede a Lago Patria, l’inizio di un nuovo modello di pianificazione dell’Alleanza. Una struttura fortemente voluta dal Governo italiano, come ha recentemente ricordato il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel corso dell’ultima ministeriale NATO tenutasi a Bruxelles lo scorso 3 – 4 ottobre che vede la NATO, per la prima volta, guardare al Mediterraneo a alle sue molteplici sfide e, non solo esclusivamente, ad Est. Un risultato frutto anche dell’impegno e della professionalità della delegazione italiana a Bruxelles, guidata dall’Ambasciatore Claudio Bisognero, e delle capacità espresse dalle Forze Armate nelle operazioni internazionali. Qualità apprezzate soprattutto in ambito NATO, come conferma la continuità di comando di generali italiani di KFOR, dal 2013 ad oggi, che va ad aggiungersi ai circa 6.525 militari impegnati in 40 missioni, di cui 38 internazionali in ben 24 paesi. Numeri che confermano quanto il nostro Paese, nonostante il divario in termini di spesa militare con altri paesi NATO, stia garantendo sicurezza e stabilità per molti paesi europei.

 

Video prodotto dalla redazione di Informazioni della Difesa, Stato Maggiore Difesa

 

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